Trasferimenti tra regioni, anche dopo il 15 febbraio. Si riparte il lunedì ma con un numero limitato di sci

In Abruzzo il 50 per cento dei nuovi contagi Malattia di coronavirus È rappresentato dalla variabile B.1.1.7, inglese, che viene trasmessa molto rapidamente e che viene recuperata Regno Unito. Una situazione simile nella parte meridionale di Molise. A Perugia gli ospedali stanno esplodendo e si diffonde il tipo brasiliano. a Emilia-Romagna Sono 70 i casi sotto osservazione Variante inglese, a Lazio Sono stati segnalati tredici, principalmente scuole nei sobborghi orientali Capitale Laddove sono stati identificati tre casi, sempre in B.1.1.7, si temeva che si trattasse di un’epidemia, sebbene fortunatamente fosse limitato. Questi sono solo alcuni flash per spiegare perché il 15 febbraio scadrà il divieto di viaggio interregionale: il giorno successivo, il 16 febbraio, ci sarà una corsa di corsa.

Spettro

Raccontano al ministero della Salute: “Non è facile da spiegare agli italiani, perché i numeri dell’epidemia sembrano essere segreti, con un ampio commento. Tuttavia, la prevalenza di varianti, quasi nascoste, c’è e non possiamo permettere che vada fuori controllo. Sarà molto rischioso ».

Al di là Zone rosse Ho deciso a Perugia e in parte dell’Abruzzo, la fretta di viaggiare da una regione all’altra avrebbe un effetto moltiplicatore sulle possibilità di trasmettere le varianti. Problema: serve un decreto, richiesto entro il 15 febbraio, per estendere il divieto di attraversamento delle frontiere anche tra le regioni della Striscia Gialla. Il governo uscente, come ha spiegato il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, per la riforma istituzionale punta a lasciare la possibilità di passare il decreto alla prossima autorità esecutiva che formerà il presidente designato, Mario Draghi. I tempi, tuttavia, non tornano. Ieri mattina il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha sottolineato sempre grande cautela nel mantenere un alto livello di sicurezza sanitaria: se si vuole servire, e per evitare un vuoto normativo, si può concordare un decreto ponte che proroga il divieto di viaggio. Se ne parliamo domani, tutto dipenderà dai tempi di formazione del governo Draghi. Anche una copertura di 5-7 giorni può essere sufficiente, evitando un periodo finestra che riempirebbe treni e autostrade, ma allo stesso tempo rispettando l’indipendenza delle opzioni strategiche che il nuovo dirigente vuole in termini di lotta all’epidemia. Fabbricare. Oggi si riunirà la Conferenza di Distretto, che oltre a discutere un documento sulla riapertura delle scuole e le linee guida per le stazioni sciistiche, cercherà di ottenere una posizione comune sugli spostamenti e stabilirà “l’attuale sistema di regole per la gestione e il contenimento dell’epidemia di Coronavirus. Alla luce dell’imminente adozione del Dpcm da parte del nuovo governo “.

avvertimento

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Ieri il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, Agostino Museo, ha sottolineato più volte il segnale ripetuto, la necessità di tenere la guardia troppo alta e di posticipare l’apertura alla trasferta: “Sono molto preoccupato che non si possa sopportare la riapertura del Confini, anche nella fascia gialla: sarà “Liberate all” Molto pericoloso dal punto di vista epidemiologico. Spero che troviamo una formula per evitarlo. ”Domani sarà un giorno cruciale, non solo perché il governo uscente può intervenire con misure transitorie, ma anche perché finiranno le revisioni settimanali della cabina di regia che determinano i colori delle regioni. Non sembra che ce ne siano. Grandi cambiamenti all’orizzonte: Rt, l’indice di trasmissione, su un su base nazionale, dovrebbe rimanere tra 0,8 e 0,9. Regioni come Lazio, Veneto ed Emilia-Romagna sembrano poter confermare il giallo, perché RT non dovrebbe superare il limite di 1 e c’è un grande commento Sul fronte dei ricoveri, inizia la Campania preoccupante, fino a ieri ha superato i 1.600 casi positivi al giorno; a Napoli la scorsa settimana il numero dei nuovi contagiati è aumentato del 10 per cento, del 37 per cento se si considerano quelli di età compresa tra i 6 ei 18 anni.

I governanti si affrettano: esso Immaginazione Si ricomincia lunedì. “Ma sarà limitato.”

Torna in pista. La prossima settimana, senza un ordine particolare, riapriranno gli impianti: si potrà sciare solo in zona gialla e in numero limitato, utilizzando maschere e spaziature. I manager che sono pronti a ricominciare da capo non sono scoraggiati dagli ostacoli.

Richieste

In Lombardia la pista si estende dal 15 febbraio, il decreto firmato ieri dal governatore Attilio Fontana prevede che in ogni stazione sciistica il numero massimo di presenze giornaliere non possa superare il 30% della capacità totale di tutti gli impianti di risalita, mentre per le stazioni sciistiche senza Più di due ascensori, il numero massimo di visitatori giornalieri sarà del 50%. Gli abbonati settimanali e stagionali devono garantire un posto, entro i propri limiti di quota giornaliera, attraverso sistemi di prenotazione.

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Per garantire un adeguato monitoraggio delle misure adottate, i gestori di ciascuna stazione sciistica devono comunicare sia alla Regione Lombardia che alle competenti Autorità di tutela sanitaria del territorio, la data di apertura, le strutture operative, e la portata oraria dei singoli impianti. In generale, in una ski area o stazione sciistica, è consentita la presenza giornaliera nella zona. Anche in Veneto e Piemonte lunedì prossimo siamo tornati in pista con il 30% di capacità. Il governatore Alberto Serio prevede: “Speriamo presto, in linea con la situazione epidemiologica, di poter salire al 50%”.

Le zone sono organizzate: sulla Via Lattea ea Limone alle 20 ci sarà lo sci, Bardonecchia e Alagna decidono in queste ore. L’aspetto più complicato è la logistica. I quartieri Bobbio e Valtorna di Lecco, a meno di un’ora da Milano, consigliano di acquistare online l’abbonamento con un ticket di parcheggio: le navette e gli autobus saranno annullati per evitare raduni, solo il parcheggio davanti alla funivia e allo skilift la coda sarà fatta in macchina. In Lombardia la montagna produce 700 milioni di dollari, di cui il 70% si perde. In Trentino di nuovo sugli sci dal 17 febbraio, la partenza è stata posticipata per evitare la folla sulle piste negli ultimi giorni di Carnevale con scuole chiuse. La Valle d’Aosta dovrebbe riaprire il 18 febbraio per un numero limitato di 30.000 persone al giorno, al di sotto del massimo di 42.000 previsto dai protocolli di sicurezza. “Con questa prima applicazione delle regole, vogliamo iniziare sani e salvi, quindi non scivoliamo”, dice Luigi Bertschy, membro del consiglio responsabile dello sci. “Non tutte le aree saranno aperte, perché in alcuni casi non ci sono né condizioni economiche né operative”. Secondo Perchi, “la spada di Damocle per muoversi tra le regioni esiste ancora, problema che in alcuni luoghi può essere superato grazie al fatto che le seconde case garantiscono ancora poco guadagno”.

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Zona arancione

Un’ulteriore incognita pesa sull’Abruzzo, che può diventare arancione e quindi le piante non si metteranno in moto. Ma l’umore è ancora alto. “Ci sono molte prenotazioni, e c’è voglia di sciare – dice Giancarlo Bartolotti, responsabile degli impianti del Monte Magnolia ad Offendoli – abbiamo il 40% degli skip prenotati, con il 50% di capacità sciistica e l’uso obbligatorio delle maschere Fpp2”. Il titolare della stazione di Monte Pratello, Mauro del Castillo, spiega che il protocollo da attuare è noto da tempo. “Oggi venderemo le tessere di abbonamento. Siamo pronti con tutte le misure di sicurezza. Naturalmente, se dovessimo diventare la zona arancione, quello sarebbe il colpo di stato finale. Zero volume d’affari.

Ultimo aggiornamento: 11 febbraio, 06:25


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