New San Siro è una truffa

Il 4-2 nel celtico è fuorviante in molti modi e in altri casi importanti. È fuorviante, perché entrare in campo con la convinzione che tutto sia facile è un errore imperdonabile e nel primo quarto può essere 0-3 (poi nel 3-2 Donnarumma fa un miracolo). Importante perché testimonia ancora una volta la personalità, l’autostima e le convinzioni che rendono possibili – in determinate occasioni – istituzioni che sembrano fuori portata. Basta non farci l’abitudine …

Un inizio repentino per i rossoneri, in sostituzione totale. Krunic sbaglia un check al limite e genera 0-1. Poi la grande parata di Donnaruma. Kjaer si fa male dopo un’altra opportunità celtica che raddoppia all’istante. Nemmeno un quarto d’ora e 0-2 … la squadra fatica a tremare, continua a vacillare per qualche minuto, ma una punizione di Calhanoglu dal massimo al 24 ‘riapre le partite e solo 2’ dopo in pari: Castillejo gira a sinistra dentro Passaggio intermedio di Rebec. Nemmeno mezz’ora e 4 gol.

Il secondo tempo inizia con il brillante 3-2 Man of the Match, Hauge, e la strada gira (seriamente) in discesa, il che significa che l’ottima organizzazione del gioco è seguita da errori sufficienti per evitarlo a tutti i costi. I soliti tweet di Ibrahim Diaz: “Missione compiuta” sono finiti, ma queste lezioni dovrebbero aiutare la crescita e la maturità.

Nel “Fatto Quotidiano” del 3 dicembre Gianni Barbacito – dopo anni di parlarne – scopre il processo relativo al nuovo stadio milanese: “(…) la grande speculazione immobiliare (privata) su terreni (pubblici) farebbe migliaia di metri quadrati. Da palazzi, torri, grattacieli, hotel e spazi commerciali a crescere (…). Paolo Scaroni passerà alla storia come colui che copre e paga le operazioni finanziarie più confuse, pericolose e meno trasparenti di Milano. L’operazione allo stadio di San Siro è, prima di tutto, una colossale frode: Con il pretesto dello stadio (“scusa” lo stadio ???????????????????????????????????????????????????????????????????????? La mia osservazione personale) Poi l’analisi acuta e indifferente solleva il dubbio principale nella domanda, che è una domanda fisiologica ineludibile: a chi giova? “Che cos’è il bene pubblico, salvo cinquanta milioni di canoni di urbanizzazione (…)”. Quale ricca amministrazione pubblica può prendersi cura di “cinquanta milioni”? Poco cambiamento… E poi, davvero, dove saranno i beni pubblici in 180.000 mq di superficie commerciale, 66.000 mq di Uffici, 15.000 mq di hotel, 13.000 mq di animazione, 5.000 mq di spazio fitness, 4.000 mq di centri congressi …? “Dove potrebbe essere il beneficio pubblico”, chiede indignato Barbacito, descrivendo la piccola Dubai a cui stanno pensando Milan e Inter, senza dare alcun accenno alle ripercussioni che potrebbe avere su commercio e occupazione e sull’ulteriore sviluppo del capitale economico dall’Italia, oltre che dalle due società di calcio. E così, alla fine, un collega del “Fatou Quotidiano” ha trovato una terza definizione per il nuovo stadio: “Le transazioni finanziarie più segrete e segrete” sono lasciate nelle mani di società “i cui proprietari non conoscono”.

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Attraverso un’indagine approfondita, qualcuno si è svegliato dal letargo una mattina sotto la neve di dicembre 2020, quattro anni e mezzo dopo Suning e tre anni e mezzo dopo il Fondo Elliott (detto grossolanamente “L’Aquila”) chiedendo con forza: “Chi sono i proprietari di Milan e Inter?” Solo per rispondere in modo chiaro al termine della stretta indagine (solo per quanto riguarda Milano, perché avrebbe dovuto essere chiarito che Suning è quotata in borsa da 16 anni). Poi: “Scaroni ci ha detto che due consiglieri sono Serchione e Davanzo (i due, secondo Report, i veri proprietari del Milan… Report e Barbacito, hanno raggiunto un accordo: proprietari o consiglieri? Nota personale)”, che si conclude con un viaggio straordinario. Portaci … indovina dove ci porta il “Fatto Quotidiano”, da San Siro ad Arcore? Voilà: “Avevano come soci Giuseppe Cipriani (…), l’ex socio di Nicole Minniti (…) la Bunga Girl Coordinator”.

Qui sta la verità in senso lato, insomma, la domanda: tocca a Nicole Minniti. Biscardi lo chiamava “sgup”.

Da Pallotta, Saputo, Commisso e Tacopina, Fredkin è sempre teso e offre meno di zero ad analisti, giornali, riviste di nicchia e non specializzate, programmi televisivi offensivi e approfondimenti. Al massimo, anche a Suning non interessa: cosa vuoi, tutte le persone sono retrocesse in Serie A dal resto del mondo, solo per amore e affetto …

“Milan e Inter” è il fumo e gli specchi: solo il Milan era una preoccupazione. Perché Nicole Minniti era interessata. Per questo, tutto quel tubo dello stadio (200 milioni di introiti annui sia dell’Inter che del Milan, secondo le stime), da un centro commerciale, nella piccola Dubai … è solo una bufala, solo speculazione, una mossa oscura e sospetta. Peccato ma che orgoglio Milan … un peccato! Perché uno sciocco come Arnault dovrebbe essere attratto da lui o semplicemente solleticarlo?

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“Dal bunga-bunga al magna-magna”, potrebbe essere un buon titolo per l’articolo. Ma ci avrebbe fatto scoprire subito il delizioso tocco finale e invece così potevamo goderci tutto quel viaggio nel mondo oscuro della speculazione edilizia milanese. No, nel mondo oscuro del calcio milanese. No, al contrario, nel mondo oscuro di Milano. No, no, al contrario, nel mondo oscuro di Punja. Insomma, Berlusconi.

Adesso è tutto chiaro e alla fine niente è più buio.

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