Ferma le scuole a rischio. Elevati tassi di infezione tra i giovani

Un altro caso preoccupante è Al Liceo classico A partire dal Forli: 31 controlli positivi, in corso in quanto potrebbe essere correlato Variante inglese. In generale, ilCollege of HealthSu richiesta del Ministero della Salute, è in corso un’indagine per capire la percentuale, nei casi di numerosi focolai scolastici diffusi in tutta Italia, la positività è associata alla forma inglese. I primi risultati, interrotti dai dati della sala controllo sulla significativa riduzione dell’età media dei professionisti, indicano che la variante inglese colpisce facilmente anche i bambini. Vota Basato su primario. Non sono rassicuranti. Comitato tecnico scientifico a partire dal coordinatore. Agostino Museo, Chi è sempre stato favorevole alla necessità di riaprire le scuole ad ogni costo, ora si sta trattenendo.

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La forma più sanguinosa di inglese, le scuole sono chiuse in tutte le regioni: lo scenario che spaventa il governo

crisi

Fabio Siciliano, anche lui socio del CTS, spiega: “C’è preoccupazione, soprattutto per la fascia di età scolare da 0 a 9 anni, dove si è già osservato un aumento della trasportabilità. La scuola deve essere la priorità, l’ultima a chiudere, ma se l’aumento numerico dei contagi sta mettendo in crisi l’intero Paese per quanto riguarda la sostenibilità del sistema sanitario, è opportuno fare una valutazione. “Aspettando sempre che la campagna di vaccinazione raggiunga un punto che ci metta in sicurezza”. Anche nelle ultime ore è cresciuto l’elenco dei focolai nelle scuole: nella capitale, ad esempio, sono stati segnalati casi al Prínestino, in una scuola elementare a San Lorenzo e in un asilo nido ai Parioli. Il liceo non è migliore, come illustra il caso del Liceo di Forlì, con 31 casi positivi e otto classi in quarantena (altre sei sono state contagiate nelle scuole elementari della vicina Forlimbopoli). “Stiamo vedendo che l’aspettativa di vita media sta diminuendo in modo significativo”, afferma la dott.ssa Raffaella Angelini, direttore della sanità pubblica a Oslo, in Romania. Partiamo da questo scenario per parlare della scuola. Lo ha detto ieri ai giornalisti il ​​nuovo ministro della Pubblica Istruzione, Patrizio Bianchi, che hanno chiesto se puntano a riportare in vita tutte le lezioni: “Stiamo lavorando per riaprire tutte le scuole”. Ma tra progetti e realtà, ci sono varianti che colpiscono duramente le province di Perugia, Kitty e Pescara e che viaggiano velocemente anche in Lombardia. Qual è il piano di Bianchi e Draghi? Abbiamo bisogno di vaccini e tamponi.

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La necessità di somministrare il vaccino Covid al personale scolastico nasce dalla necessità di mettere in sicurezza un gruppo vulnerabile, spesso in una fascia di età precisa dato che gli insegnanti e l’intero personale scolastico hanno in media 51 anni, compreso il più anziano d’Europa. Sarà fondamentale capire come procedere. Intanto sono arrivate le prime prenotazioni. In Toscana è iniziata la vaccinazione degli insegnanti sotto i 55 anni e in Emilia-Romagna sono state raccolte le prime iscrizioni tra insegnanti di alta priorità, e quindi con presenza di malattie a rischio. Domani ci trasferiamo in Piemonte, mentre sono già state inviate lettere al personale scolastico e universitario del Friuli-Venezia Giulia. Sul fronte dei panni, il premier vuole velocizzare le procedure. L’idea è di portare angoli personalizzati all’interno degli istituti. Si tratta di un intervento richiesto da tempo dal mondo scolastico, e sindacati e associazioni dei dirigenti scolastici hanno individuato questo aspetto come necessario per il reinserimento lavorativo. Lo screening degli studenti eviterebbe, in caso di esito positivo a scuola, di dover mettere in quarantena intere classi molto lunghe e di lasciarle in attesa del wipe e dei suoi risultati a causa dei ritardi dell’ASL. Così tanti giorni di scuola vengono persi inutilmente.

Recupero

La questione del recupero sta diventando più aperta che mai, al punto che l’idea di estendere il calendario scolastico sta prendendo piede e le singole circoscrizioni possono decidere come muoversi secondo necessità. Il Middle Student Network fa appello a Draghi e, su temi così delicati, chiede di essere ascoltato: “Dobbiamo cambiare rotta”. Tuttavia non sarà facile prolungare il calendario, sia per l’opposizione immediata dei sindacati, sia perché nella seconda metà di giugno fino a luglio ci sono gli esami finali. Altra domanda aperta: ci sarà una maxi prova orale, come lo scorso anno, ma per fare almeno una prova scritta è necessario fissare subito degli standard di sicurezza. Anche perché se si scrive, gli studenti dell’ultimo anno delle superiori ei loro insegnanti dovrebbero saperlo per tempo, per iniziare le esercitazioni in aula o anche solo le simulazioni online.

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Ultimo aggiornamento: 14 febbraio 01:18


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